WaterPower

Water Power- Valle dei Mulini, Amalfi

Winner of the Holcim Sustainable Architecture Competition Europe 2005.

The Geography Faculty of Salerno University has carried out an intense study of Amalfi and its hinterland which required a proposal co-ordinated to deal with one of the aspects covered. The Valle dei Mulini (The Valley of the Watermills ) lying immediately behind the town of Amalfi represents an as yet undeveloped area with a number of water powered pre-industrial buildings in various stages of decay. We were assigned what was originally a paper mill, and later a hydro electric power station, now in a precarious state of ruin, by the co-ordinator of the 9 projects, Luigi Centola, within the project for the overall revitalisation of the valley.

In our proposal we concentrated on the linking and threading of the water courses with those of the visitor. The theme of water as power generator, irrigator, for drinking, seeing, hearing and cooling is exploited in a “promenade architecturelle” which gives new life to the mill through reference to its past activities. The advanced state of ruin requires a new structure to prevent complete collapse, onto which the various components of the project are connected.

he water falling through the building signals the way for the description of the spaces: the whole building is “powered” by two canals supplied upstream, one restored to its previous function the other newly constructed to cool a small outpost building restored as small bar and restaurant on the opposite side of the main pathway up the valley. These two water supplies flood the entrance level at the top of the building to create a paddling pool for the massage of tired trekkers feet. Above this area is a suspended garden/belvedere of lemon trees connected by a water-powered lift. The lift also connects the levels below passing the half bridge/belvedere to look at and hear the rushing stream below (the source of everything) and leads to a lower level footpath for those looking for a shortcut. The water drops through a series of funnels to the water wheels providing the lift-power, electricity for night-time illumination, and pumps for the spray room where rock plants and rare ferns particular to this area are encourage to grow.

The water falls through to the lowest level embedded in the rock embankment and is channelled ready for the supply of our immediate neighbours downstream

Progetto per l’Acquedotto - Centrale idroelettrica, Valle dei Mulini, Amalfi

Vincitore del concorso Holcim per l'Architettura Sostenibile Europa 2005.

I percorsi del visitatore si intrecciano con quelli dell’acqua , acqua come forza motrice, per irrigare, per rinfrescare, da bere, da vedere, da sentire (per rimanere sugli aspetti fisici prima di quelli metafisici). Articolandosi in una "promenade architecturelle", i vari livelli dell'edificio attraversano i richiami alle funzioni del passato con fini attuali più' ludici. Gli spazi ricostruiti e creati trasmettono quel sapere intuitivo basato sull'esperienza fisica e storica che contraddistingue l'architettura.

Lo stato di estremo degrado dell'ex Centrale impone una strategia d'intervento radicale nel consolidamento della struttura esistente. Si prevede un nuovo telaio in acciaio che riprende le principali linee strutturali dell'edificio legato ai muri antichi mediante apposite piastre. Questa nuova struttura diventa l'appoggio per gli elementi che compongono l'intervento.
Tentiamo di descrivere il progetto per percorsi d’acqua e percorsi dei trekkers. Partendo a monte, altezza Ferriera, prevediamo una nuova canaletta di alimentazione che sgorga prima nella casetta a metà tra la Centrale e la Ferriera in un beveratoio e fontanella, per poi raggiungere la casa davanti alla Centrale. Questa casa è un punto di sosta/ristoro, a metà di tutto il percorso della Valle dei Mulini, con una sala “climatizzata” da una cascata d’acqua che funge anche da refrigerante per le bevande. Fuori un terrazzo sotto una pergola di limoni.

L’acqua attraversa il sentiero, per ricongiungersi con il canale principale di alimentazione della Centrale. Il piano dell’ex essiccatoio (?) viene allagato da un velo d’acqua dove i percorsi da attraversare a piedi nudi si intrecciano con vasche ed imbuti che servono a far girare le norie sottostanti. La vasca/piscina è un percorso a profondità e superfici differenziate con getti d’acqua calda provenienti dalle sale macchine sottostanti. L’esubero d’acqua tracima davanti ad una grande apertura nel fianco sud della centrale. Sopra il piano d’acqua sempre sorretto dal telaio in acciaio il belvedere/ponte, accessibile da una scala o un ascensore (a potenza idrica), traguarda l’orizzonte.

Scendendo al piano inferiore si arriva alla zona delle acque cadenti, ai muri umidi dove far crescere il capelvenere e altre felci rare e, in corrispondenza del collo degli imbuti, nella zona delle macchine a potenza idrica: motori per l’ascensore, le pompe per la piscina e la stanza di acqua nebulizzata, scambiatori per creare acqua calda, e perché no? una dinamo per l’illuminazione notturna. A metà del percorso parte un lungo pontile verso il fiume.

Il pavimento di questo ambiente alto dieci metri è concavo per raccogliere l’esubero e portarlo al piano di sotto. L’ultimo livello, fuso in parte nella roccia, raccoglie in un'unica conca l’acqua motrice utilizzata dalle macchine per restituirla, come in un moto perpetuo, all’utente successivo intrecciandosi nei sentieri dei trekkers alla ricerca di scorciatoie.